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Quando si usa l’imperfetto indicativo?

L’imperfetto indicativo è un tempo verbale che serve ad esprimere azioni o situazioni del passato considerate nella loro durata. Il nome imperfetto, infatti, indica che questo tempo descrive un’azione senza riferimento al suo inizio, alla sua fine o al suo scopo.

L’imperfetto indicativo ha differenti funzioni. Vediamo caso per caso quando si usa e facciamo degli esempi per capire meglio.

Descrive azioni abituali, ripetute nel passato

Usiamo l’imperfetto indicativo per raccontare abitudini passate, azioni che non sono avvenute una sola volta o più, ma si sono ripetute anche in momenti successivi.

Ad esempio:

Andavo al lavoro con il treno ogni giorno

Mangiavo sempre alla mensa dell’ufficio

Telefonavo spesso a mia madre

Facevo sport raramente

Non andavo mai a correre nel parco

In questo tipo di frasi, infatti, troviamo spesso indicatori di frequenza come: ogni giorno, sempre, spesso, raramente, tutte le settimane, tutte le estati etc…

Descrivere persone, situazioni, animali e oggetti

L’imperfetto, alcune volte, ha la funzione di descrivere un’azione o uno stato, ad esempio quando si dice:

Mio nonno era un uomo molto alto e forte

In questo caso sto descrivendo delle caratteristiche fisiche che mio nonno possedeva.

Facciamo un altro esempio:

Ieri c’era un sole bellissimo, era caldo e tutti facevano il bagno

In questo caso sto descrivendo il tempo, la situazione e che cosa facevano le persone in quel momento. Non sono in grado di giudicare se queste azioni hanno avuto una fine, non descrivo azioni con un inizio, uno svolgimeno e una conconclusione certa. Possiamo dire che in questo caso l’imperfetto mette in evidenza l’azione mentre si svolge.

Raccontare azioni che succedono nello stesso momento, azioni contemporanee

Ad esempio:

Lei cucinava, lui apparecchiava la tavola e i bambini giocavano

In questo caso le tre azioni (cucinare, apparecchiare la tavola e giocare) sono avvenute nello stesso momento, sono azioni contemporanee nel passato.

Ecco perché con l’imperfetto troviamo spesso l’avverbio ‘mentre’. Ad esempio posso dire: mentre lui parlava, io ascoltavo con attenzione. Anzi, possiamo definire una regola: al passato, con la congiunzione temporale “mentre” si deve sempre usare l’imperfetto, mai il passato prossimo!

Possiamo anche usare la parola ‘quando’ ma in questo caso dobbiamo scegliere cosa comunicare perché si può usare questo avverbio sia con il passato prossimo sia con l’imperfetto:

Quando lavoravo a Roma, prendevo la metropolitana

In questa frase ho usato quando + l’imperfetto perché descrivo un’azione abituale (lavorare) del passato.

Quando sono entrata in casa, ho trovato il gatto sul tavolo

In questa frase ho usato quando + il passato prossimo perché descrivo un’azione (entrare) che è completamente finita.

Descrivere stati d’animo o stati fisici

Ad esempio:

L’altro ieri Laura non si sentiva bene

Avevamo tutti sonno

Carlo non sentiva bene, il volume era troppo basso

Marco era distratto

In questi esempi è possibile usare anche il passato prossimo ma la sfumatura del significato cambia leggermente. Infatti, se dico: ‘ieri ho avuto mal di testa’, sto comunicando alla persona con cui parlo che il mio mal di testa ad un certo punto è iniziato e poi in un altro momento è finito.

Se dico: ‘ieri avevo mal di testa‘, sto comunicando uno stato fisico senza specificare il suo inizio o la sua fine, ma evidenziando il suo svolgimento, la sua durata nella giornata di ieri.

Attenzione, si dice: ieri ho avuto mal di testa per tutto il giorno, perché ‘tutto il giorno’ definisce un momento preciso che ha avuto un inizio e una fine (durante la giornata di ieri ho avuto mal di testa ma poi è passato).

Descrivere un’azione avvenuta in un mondo inventato (sogni e racconti di fantasia dei bambini)

Questa funzione dell’imperfetto è meno comune proprio perché in questo caso l’imperfetto è utilizzato quando si racconta un sogno o quando si racconta un’avventura di fantasia.

Esempio di un racconto di un sogno:

Ero insieme a mio fratello, c’era tanta gente ma io non vedevo bene tutte le facce. Correvamo e ci sentivamo leggeri

Esempio racconto di fantasia (di un bambino, per esempio):

Noi eravamo due robot e andavamo sulla luna, tu volavi e io diventavo invisibile

Esprime una richiesta o un desiderio nel presente

In questo caso l’imperfetto non è usato come tempo del passato, ma nel presente. Serve a esprimere una richiesta o desiderio in modo educato e meno diretto.

Ad esempio:

Mi serviva un’informazione, posso chiedere a Lei?

Mi scusi, volevo un’informazione

Ancora, quando sono in fila in un negozio ed arriva il mio turno, per ordinare due etti di prosciutto di posso dire:

Volevo due etti di prosciutto

In questo modo si esprime una richiesta in modo più gentile, soft, rispetto a “voglio” che sarebbe troppo diretto. In questo caso “volevo” ha la stessa funzione di “vorrei”.

Teacher Silvia

about me

I live in a town near Rome, the city that I love for its peculiar atmosfere and its precious heart. I lived in another fantastic city, London, for five years and it was such an enriching experience which I will never forget. I have in-depth experience teaching Italian as a Second and Foreign Language both in presence and online. Graduate in Italian Language and Literature in Rome at La Sapienza University, I have the DITALS Certification in Teaching Italian as a Second and Foreign Language by the University of Siena. I have taught Italian as a Second Language since 2003 in various contexts: intensive standard Italian courses, individual tuition, CELI and CILS Exam Preparation Courses, Business courses and online courses via Skype and have extensive knowledge of teaching adults of different ages, backgrounds and levels of competence. I'm passionate about my work because I love my native language and I also love the fact that people find Italian and Italy so interesting and beautiful. I think learning a foreign language is an exciting and challenging way to travel across a culture while enjoying yourself along the journey.

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