
Prima di cominciare a scrivere qualsiasi cosa sull’AI mi sembra doveroso specificare che tutte le mie esperienze e le mie opinioni si riferiscono al momento attuale, cioè il 2025. La velocità con cui gli algoritmi vengono aggiornati, migliorati e implementati con nuove funzionalità non permette di fare un discorso che valga per un lasso di tempo molto lungo. Quindi, ecco come ho usato alcuni strumenti di intelligenza artificiale gratuiti e come me ne sono servita per realizzare alcuni materiali utili per il mio lavoro di insegnante d’italiano come lingua straniera.
Una delle prime cose sperimentete è stata la creazioni di testi mirati per studenti di livello elementare-intermedio madrelingua inglese, con una buona conoscenze della cultura italiana e in possesso di un vocabolario abbastanza approfondito rispetto a un tradizionale livello A2/B1 standard. Questi studenti avevano alcune difficoltà a gestire una lezione basata su nozioni ed esercizi puramente grammaticali, per il loro caso specifico il miglior approccio sarebbe stato quello lessicale. Dal canto mio, avevo grandi difficoltà a trovare testi di argomenti culturali di loro interesse che però avessero un linguaggio e uno stile adatto a studenti con una limitata capacità di comprensione scritta. Insomma il loro livello linguistico era in contrapposizione con le loro preconoscenze culturali. A quel punto ho pensato di chiedere all’AI di creare specifici testi. Il prompt è stato dettagliato e il risultato ottenuto, devo ammettere, soddisfacente. Nel mio caso ho specificato:
- il livello di preconoscenze degli studenti (in base ai livelli del QCER)
- il soggetto dell’articolo che volevo (molto importante descrivere precisamente il tema)
- lo stile (per esempio stile giornalistico, accademico, accattivante, ironico ecc…)
- il tipo di sintassi (piana, articolata ecc…)
- il tipo di vocabolario (per esempio escludere vocabolario troppo tecnico)
- ho chiesto di inserire alcune parole specifiche o tempi verbali ecc…
- ho specificato la lunghezza del testo che desideravo ottenere
Insomma, ho intuito che più specifici e dettagliati si riesce ad essere nel momento della richiesta e più il risultato ottenuto è valido, almeno nel caso sopracitato. I testi ottenuti sono stati tutti soddisfacenti. Ma non è tutto oro quello che luccica, per nostra sfortuna (o fortuna?), infatti, in alcuni casi, nella fase di controllo e revisione di ciò che era stato crato mi sono accorta di alcune informazioni errate. Perciò ho dovuto controllare in modo più approfondito l’esattezza dei contenuti informativi e, in quache caso, ho riscontrato sviste e inesattezze importanti. Dunque la revidione dei contenuti è stato un passaggio indispensabile poiché l’algoritmo ha un tono assertivo e ciò potrebbe facilmenete far confondere e far scambiare tutte le infomazioni ripartate per vere. Putroppo (o per fortuna!) non siamo ancora a quel punto di affidabilità prorio per la natura dell’AI che, volendo semplificare, non sviluppa alcun ragionamento ma è solo un grade serbatioio di dati. E qui vorrei collegarmi al secondo step che ho portato avanti nella mia sperimentazione di questi strumenti: la richiesta di creare esercizi lessicali e grammaticali. L’AI è stata in grado di creare eccellenti esercizi per lo sviluppo del lessico basandosi sul vocabolario conteuto nei testi precedentemente creati e ha mostrato capacità di selezione di orientamento iniseme con un certo grado di organizzazione nel graduare gli esercizi e modularli per lo sviluppo di capacità di comprensione scritta e riutilizzo scritto e orale. Ha saputo “pescare” molto bene nel calderone delle tecniche tipiche dell’insegnamento delle lingue straniere (abbinamenti, riempimenti, scelta multipla, completamenti ecc…). Dunque, sembrerebbe che fin qui il nostro lavoro di insegnanti possa trovare solamente grandi benefici dal chiedere all’AI i materiali di cui necessitiamo. In realtà qualche punto dolente l’ho trovato quando ho fatto alcune richieste più strettamente grammaticali ed in particolare di grammatica di livello avanzato, quindi per livelli dal B2 in poi. Con un certo grado di soddisfazione, lo ammetto, ho potuto constatare che l’algoritmo ha commesso degli errori piuttosto grossolani affermendo con sicurezza di conoscere l’uso degli ausiliari in alcuni verbi di uso meno frequente e sbagliando, o anche completando esercizi sulle preposizioni in frasi con reggenze verbali completamente inventate, ancora creando cloze test grammaticali con tempi verbali specificamente non richiesti (per esempio ho richiesto un cloze test su passato remoto e imperfetto e al posto del passato remoto mi sono ritrovata il passato prossimo) ecc… In questi casi specifici, il mio esperimento è completamente fallito. Se si pensa al danno potenziale che questo potrebbe creare sugli studenti che usano l’AI in autonomia e si affidano a questa senza avere conoscende e competenze grammaticali approfondite e credendo che tutto ciò che viene dato nei risultati dei prompth sia corretto e veritiero, allora siamo messi male.
Per concludere, la mia esperienza al momento è mista e mostra punti forti e debolezze di questo strumento. Voglio astenermi dal condannarlo o dal celebrarlo nella sua interezza e attendo con curiosità di sperimentare ancora e vedere in cosa altro può essermi utile e in cosa altro, per ora, non lo sarebbe.
